Lettori fissi

venerdì 13 agosto 2010

E PER FINIRE IN DOLCEZZA...DELIZIA ALLA VANIGLIA E MUFFINS COCCO MARMELLATA...


Si, è il caso di dirlo...in dolcezza, perchè i dolci nn possono mancare, anzi nn devono!
Vi posto due ricettuole, la prima "Delizia alla vaniglia" mi è stata suggerita dalla cara amica Vania del blog http://dinostramano.blogspot.com ( Vania, io vi aspetto sempre, eh!) la seconda suggeritami da una amica...
Gli ingredienti per i muffins, ottimi anche a colazione sono:
400 gr di farina - 180 gr di zucchero - 200 ml di latte - 2 uova leggermente sbattute - 100 ml di olio - succo e scorza di mezzo limone - 1 bustina di lievito vanigliato - 1 bicchiere di farina di cocco - qualche cucchiaio di marmellata a piacere.

Mescolate gli ingredienti liquidi, marmellata esclusa, ed a parte quelli secchi, incorporate gli uni agli altri mescolando velocemente.
Versare negli stampini da muffins (uso quelli usa e getta), fare un buchino al centro e riempirlo di marmellata o mescolatela all'impasto facendo delle striature, infornare a 170° fino a doratura per circa 25 minuti.

E per finire...nel qual caso vi sentiate un pò appesantite, eccovi un ottimo digestivo...

Ingredienti: 200 gr di zucchero - 250 gr di acqua - 250 gr di alcol per liquori - 40 foglie di basilico
Mettete le foglie di basilico in infusione nell'alcol e lasciatele per 2 gg possibilmente al buio. Trascorsi 2 gg fate lo sciroppo facendo bollire acqua e zucchero per 5 minuti. Lasciatelo raffreddare, unite lo sciroppo all'alcool e basilico, lasciate 24 ore filtrate ed imbottigliate...è un eccellente digestivo ed ha un sapore gradevole.

Nn mi resta che augurare a tutte voi un sereno e felice Ferragosto.









Una manciata di nocciole tritate4 rosse d'uova sbattute con 5 cucchiai di zucchero ed una bustina di vanillina
500 gr. di panna fresca da montare
uniamo i due composti
facciamo un primo strato di crema e cospargiamo di nocciole tritate
la ricetta...
mettiamo in uno stampo, mettiamo in congelatore...un 15 minuti prima scongeliamo...



mercoledì 11 agosto 2010

CHE SI MANGIA STASERA? QUICHE CON SPECK E FUNGHI O TEGLIA DI PANE CARASAU?


Le serate son diventate decisamente più fresche e una quiche ai funghi e patate o una teglia di pane carasau anche se cotte al forno, si assaporano sempre molto volentieri.
Vi lascio entrambe le ricette, provatele, nn ve nè pentirete!

TEGLIA DI PANE CARASAU:
Ingredienti per 4 persone: pane carasau 250 gr (lo trovate nel reparto del pancarrà, del pane bianco) - 400 gr di crescenza - 2 peperoni gialli e rossi - 80 gr di pecorino grattugiato - 1 spicchio di aglio - 1 mazzetto di basilico - 1 mazzetto di timo (io nn lo metto più, prevale troppo il gusto) - sale - pepe - olio d'oliva extra vergine

Lavate e mondate i peperoni, tagliateli a falde larghe 3/4 cm, scaldate un filo d'olio in un tegame con l'aglio che eliminerete quando inizia a colorirsi e unite i peperoni. Salate, coprite e lasciate cuocere per 15 minuti.
Ungete con poco olio il fondo di una pirofila e stendetevi uno strato di pane carasau, bagnato rapidamente in acqua tiepida.
Alternate strati di peperoni, pezzetti di crescenza, pecorino, qualche foglia di basilico e di timo. Terminate con peperoni e crescenza, cospargete con pecorino e irrorate con un filo di olio.
Infornate a 200° per 25 minuti, finchè sulla superficie si sarà formata una crosticina dorata.

QUICHE AI FUNGHI E PATATE:
Ingredienti per 6 persone: 1 rotolo di pasta sfoglia rotonda (o come preferite) - 3 patate medie - 200 gr di funghi champignon - 1 porro - 4 uova - 100 gr di formaggio grattugiato - 50 gr di speck a fette sottili - 1 tazzina da caffè di latte - olio - sale - pepe.

Lessate le patate, pelatele e tagliatele a cubetti. Intanto rosolate in tre cucchiai di olio, il porro ed i funghi tagliati a fettine, unite lo speck tagliato a striscioline e continuate la cottura.
Aggiungete le patate a cubetti, salate e pepate e levate dal fuoco.
In una ciotola sbattete le uova con il latte, il formaggio, il sale ed il pepe.
Foderate una tortiera con la sfoglia, bucherellate con una forchetta e ricoprite con il composto di funghi e patate, unite le uova e con una forchetta fate penetrare queste ultime tra gli spazi delle verdure.
Cuocete in forno per 30 minuti a 200° e servite ben calda!

P.s. Mi son dimenticata di fare la foto alla quiche!!!


sabato 7 agosto 2010

BUONA DOMENICA...


A chi è a casa, a chi è in vacanza, a chi sta partendo, a chi è al lavoro...BUONA DOMENICA!

mercoledì 4 agosto 2010

UN CLASSICO ESTIVO: I POMODORI RIPIENI...


Buoni, saporiti, gustosi, coltivati con amore e passione, ecco i pomodori dell'orticello di nonno Valentino! Li raccogli ancora caldi e li metti nel cesto, senti quel profumo di prodotto sano e genuino, di prodotto nostrano, fatto in casa...
Crudi mantengono gusto e freschezza, gratinati sono un classico estivo...
Eccovi un paio di ricettuole di come li ho fatti l'altra sera...

POMODORI NORMALI:

Ingredienti per 4 persone: 6 pomodori perini grossi - 50 gr di pangrattato - 30 gr di pecorino romano grattugiato - 2 spicchi d'aglio - 1 ciuffetto di prezzemolo -olio - sale pepe
Lavate i pomodori, asciugateli, tagliateli a metà nel senso della lunghezza, togliete i semi, salateli e metteteli a sgocciolare capovolti su carta da cucina. Mescolate il pangrattato in una ciotola con il pecorino, l'aglio tritato fino ed il prezzemolo, un paio di cucchiai d'olio sale e pepe. Sistemateli in una teglia foderata con carta da forno, la parte tagliata rivolta verso l'alto, riempiteli con il mix preparato, condite con un filo d'olio e cuocete a 200° in forno per 15 minuti circa finchè saranno ben gratinati.

AL PESTO:

Lavate 20 grossi pomodorini ciliegia, eliminate la calotta e svuotateli un pò, raccogliete la polpa estratta in una ciotola e mescolatela con 150 gr circa di ricotta.
Lavorate a crema con un cucchiaio abbondante di pesto genovese e una manciata di pinoli tostati. Distribuite il mix sui pomodorini e cuoceteli a 200° per 15 minuti e prima di servirli guarniteli con foglioline di basilico.

ALLA PIZZAIOLA:

Preparate i pomodori come nella ricetta base e metteteli in una teglia. Snocciolate e spezzetate una manciata di olive, tagliatele a dadini minuti una fetta di pane per tramezzini e una mozzarella raccoglieteli in una ciotola e conditeli con olio, sale, pepe e origano. Distribuite il mix sui pomodori, completate con le olive e cuocete in forno per 15 minuti a 200°.

Attenzione: prima di riempirli, i pomodori crudi vanno ben asciugati anche all'interno, ma nn fatelo con la carta da cucina, perchè potrebbero rimanere dei pezzetti all'interno, usate la mollica di pane fresco.


lunedì 2 agosto 2010

IL VAJONT - L'ONDA ASSASSINA...


Era la sera del 9 ottobre 1963, quando alle ore 22,39 dalle pendici settentrionali del monte Toc si staccò la frana che precipitò nel bacino artificiale sottostante...era di dimensioni gigantesche. oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e detriti furono trasportati a valle in pochissimo tempo, un attimo, accompagnati da un enorme boato.
L'onda d'acqua era alta più di 100 metri, tutto diventò buio...La forza d'urto della massa franata creò due ondate. La prima, a monte, fu spinta ad est verso il centro della vallata del Vajont che in quel punto si allarga. Questo consentì all'onda di abbassare il suo livello e di risparmiare, per pochi metri, l'abitato di Erto. Purtroppo spazzò via le frazioni più basse lungo le rive del lago, quali Frasègn, Le Spesse, Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana e San Martino. La seconda ondata si riversò verso valle superando lo sbarramento artificiale, innalzandosi sopra di esso fino ad investire, ma senza grosse conseguenze, le case più basse del paese di Casso. Il collegamento viario eseguito sul coronamento della diga venne divelto, così come la palazzina di cemento, a due piani, della centrale di controllo ed il cantiere degli operai. L'ondata, forte di più di 50 milioni di metri cubi, scavalcò la diga precipitando a piombo nella vallata sottostante con una velocità impressionante. La stretta gola del Vajont la compresse ulteriormente, facendole acquisire maggior energia.
Il greto del Piave fu raschiato dall'onda che si abbatté con inaudita violenza su Longarone. Case, chiese, porticati, alberghi, osterie, monumenti, statue, piazze e strade furono sommerse dall'acqua, che le sradicò fino alle fondamenta. Della stazione ferroviaria non rimasero che lunghi tratti di binari piegati come fuscelli. Quando l'onda perse il suo slancio andandosi ad infrangere contro la montagna, iniziò un lento riflusso verso valle: una azione non meno distruttiva, che scavò in senso opposto alla direzione di spinta.
Quello che per anni anni la gente del posto aveva temuto, divenne realtà. Gli occhi dei sopravvissuti poterono contemplare quanto l'imprevedibilità della natura, unita alla piccolezza umana, seppe produrre. La perdita di quasi duemila vittime stabilì un nefasto primato nella storia italiana e mondiale........... si era consumata una tragedia tra le più grandi che l'umanità potrà mai ricordare.
Ieri abbiamo visitato la diga, c'è la visita guidata ogni giorno per il mese di agosto, i paesini di Erto e Casso, si possono vedere su certi caseggiati ancora i segni dell'acqua...il paese di Erto è in via di ristrutturazione, ma rimangono ancora molti segni di un passato che nessuno potrà mai dimenticare...



































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