Lettori fissi

sabato 7 febbraio 2009

DUBBI DI UN ABORIGENO...


DUBBI DI UN ABORIGENO

(di Anonimo)

Caro uomo Bianco,
Ci sono alcune cose che dovresti sapere.
Io, quando sono nato, ero Nero.
Quando prendo il sole, sono Nero.
Quando ho freddo, sono Nero.
Quando mi spavento, sono Nero.
E quando sarò morto, sarò Nero.


Invece tu, uomo Bianco,
Quando sei nato, eri Rosa.
Quando prendi il sole, sei Rosso.
Quando hai freddo, sei Blu.
Quando ti spaventi, sei Giallo.
Quando ti ammali, sei Verde.
E quando sarai morto, sarai Grigio.
E avresti ancora la sfacciataggine

Di chiamarmi Uomo di Colore?

venerdì 6 febbraio 2009

SOUVENIR FROM HOLLAND...


E' uno dei paesi del Nord che spero di poter visitare presto...le sue immense distese di tulipani dai mille colori e dalle mille varietà, i famosi mulini a vento di Kinderdijk, il villaggio dei mulini Zaanse Schans con le sue meravigliose casette...e che dire dei bellissimi e variopinti zoccoletti olandesi? E dei pattini che d'inverno leggeri scivolano sulle immense distese di ghiaccio? Vi ricordate quel famoso libro "Pattini d'argento?

Mio fratello è appena rientrato da questa magnifica terra ed ha portato alla sua "sorellona" questi piccoli souvenir... e mi ha anche un pò raccontato la storia dei zoccoli...
Sono ricavati da un unico pezzo di legno di pioppo, albero che abbonda nelle zone umide e pianeggianti dei Paesi Bassi.
Non hanno cuciture o pezzi incollati o ad incastro: sono un unico pezzo di legno sapientemente e pazientemente intagliato a mano.
IL legno di pioppo è perfetto per questa lavorazione, dato ha delle fibre molto resistenti ed elastiche ed è facilmente lavorabile.
Nei tempi antichi, quindi, in zone umide e paludose che dovevano essere "strappate" al mare per essere coltivate e lavorate dagli abitanti di queste terre, lo zoccolo di legno di pioppo fatto da un unico pezzo di legno rappresentava l'unica scarpa che garantiva una certa impermeabilità, leggerezza e solidità.
Non c'erano ancora materiali come la gomma o le materie plastiche e sintetiche, per cui questa specie di "barchette di legno" erano la soluzione tecnicamente più avanzata per lavorare in queste condizioni.
Gli zoccoli sono stati usati ancora per tanto tempo dopo l'epoca medievale, hanno aiutato gli olandesi durante le grandi inondazioni e nella costruzione e coltivazione dei "polders", nei lavori in serra e nei giardini domestici.
Oggi sono fabbricati praticamente solo per scopi turistici, se ne trovano di tutti i colori, fogge e misure al mercato delle pulci di Amsterdam e in tutti i negozi di souvenir dell'Olanda...ma qualche "nostalgico" indossa ancora i suoi vecchi "Klompen" durante la giornata, mentre magari si dedica al giardinaggio...








giovedì 5 febbraio 2009


L'avevo pubblicato nel mese di Dicembre in un mio post...la dolcezza, il candore di questa foto mi avevano colpita...troppo bella....avevo dimenticato però di scrivere il nome dell'autore, che giustamente, me l'ha fatto notare...
La foto è ancora in concorso...le diamo una manina a classificarsi nelle primissime posizioni? 
Oltre a questa, dello stesso autore ce nè sono anche altre, anche di Trieste (alcuni mie lettori sono proprio di quella zona...).
Per guardarle e votarle andate su http://rete.comuni-italiani.it/foto/2008/5318
Io l'ho votata subito!
Grazie a Marsi per questo bellissimo scatto!

mercoledì 4 febbraio 2009

SEMPLICITA'...


Bisogna rimanere semplici fino all'ultimo, a costo di farci prendere in giro dalla gente, di sentirci incompresi dagli altri, a costo anche della solitudine,come ho provato io stesso. Ogni essere umano ha dentro un fanciullino,e quella creatura sublime vive dentro di noi fino a che non la uccidiamocon le nostre falsità, con il nostro egoismo e con la nostra indifferenza.
Romano Battaglia


...Il sorriso nel volto dei miei figli, un saluto, il valore di un piccolo gesto, nell'abbraccio di un amico, in una carezza, ecco per me questa è semplicità...la semplicità sta nelle piccole cose...

E per voi cos'è la semplicità?

lunedì 2 febbraio 2009

L'ARTE DEL CONFETTO...


Chi nn conosce i famosi confetti di Sulmona? Questi mi son stati regalati da alcuni amici che son stati tempo fa in Abruzzo...ma quando è nato il confetto?


La parola confetto deriva da “confectum”, participio passato di conficere, ossia preparato, confezionato. Nel Medioevo ci si riferiva con questo termine alle confetture o alla frutta secca ricoperta di miele, non al confetto così come lo conosciamo oggi.


Ma allora quando nasce il confetto?


Questa è una domanda a cui non è facile rispondere, è davvero difficile collocare in un’epoca ben precisa la nascita di questo dolciume. Sembra che il primo confetto fosse indirizzato a fini terapeutici (il preparato medicinale era ricoperto da un guscio dolce, per renderlo più gradevole ), e pare che sia stato inventato da un arabo di nome Al Razi. Al di là, però di questa piccola curiosità secondo alcuni storici la nascita del confetto risale al 1200 periodo in cui mandorle anici ecc venivano ricoperte da uno strato di miele indurito, quindi questi prodotti rappresentano l’antenato del confetto così come lo conosciamo oggi. Questi dolcetti erano molto apprezzati dalle famiglie nobili che di solito li conservavano in dei preziosi cofanetti decorati che successivamente avrebbero dato vita alle bomboniere ( circa due secoli più tardi ). Di tali prodotti si ha notizia a Venezia a partire dal 1200 (come già evidenziato) dove arrivavano dai mercati dall’estremo oriente, era, infatti, in uso nell’impero bizantino gettare questi dolcetti dai balconi nobiliari sul popolo festante durante i festeggiamenti carnasciali.


Ma se andiamo ancora più indietro nel tempo secondo alcuni l’origine dei confetti è da far risalire addirittura al periodo romano, quando per festeggiare nascite e matrimoni si usava lanciare dei bon bon realizzati con anime di mandorle, miele e farina.


Fino adora però si è parlato di confetti fatti col miele non con lo zucchero e questo perché dobbiamo aspettare il tardo 400 quando lo zucchero venne esportato dalle Indie occidentali. Da quel momento in poi diventerà protagonista assoluto nel processo di dolcificazione, relegando il miele ad un ruolo marginale. Poeti e scrittori come Il Leopardi, Carducci, Verga, Pascoli,e D’annunzio hanno citato i confetti come dolci che arricchiscono pranzi importanti e cerimonie solenni, ed inoltre non dobbiamo dimenticare che ad ogni festività corrisponde un colore di confetto differente. La tradizione vuole che il confetto usato per il matrimonio sia bianco, ad indicare la purezza della sposa. Il rito del lancio dei confetti all’uscita del corteo dalla chiesa veniva chiamato “sciarra”, ossia rissa, riferito ai ragazzi che dopo il lancio accorrevano a raccogliere i dolci creando confusione. Nel battesimo i confetti invece saranno rosa per le bambine, ad indicare il colore del sangue e quindi la fertilità femminile, e azzurri per i maschietti ad indicare il colore del cielo e quindi la futura elevatezza morale. Alle nozze d’oro i confetti color oro , a quelle d’argento i confetti argentati, per la laurea rossi, per le promesse di matrimonio verdi e via di seguito.


Per quanto riguarda il matrimonio, non tutti sanno che per secondo una vecchia tradizione, ogni anniversario c’è un diverso colore di confetto. 




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